Quel che resta della parola. Umani e automi nella società dei parlanti
«In tutte le visioni del linguaggio c’è qualcosa di vero»1, diceva con un pizzico di ironia Tullio De Mauro2. Il compito di chi fa ricerca nell’intelligenza artificiale linguistica è sostare in questa complessità, sottraendosi all’impulso di risposte superficiali dettate dal panico morale. Ma è inutile negarlo: la facondia delle macchine desta inquietudine. Per millenni ci
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